Incentivi risparmio energetico

Decreto Rilancio: Ecobonus al 110%

Il Decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19/05/2020, ha suscitato molto interesse già dalle fasi di approvazione perché riporta al suo interno importanti novità per quanto riguarda il cosiddetto Ecobonus, l’incentivo che prevede detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. L’attenzione mediatica è dovuta prevalentemente all’allettante opportunità data dall’aumento al 110% degli incentivi fiscali per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici ed alla possibilità di cedere il credito d’imposta anche alle banche. Attualmente il superbonus è previsto per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 e, considerando che occorre attendere la conversione in legge del decreto e la pubblicazione dei decreti attuativi, la finestra temporale a disposizione sarà piuttosto breve. Con questo articolo intendiamo fare chiarezza sugli aspetti tecnici degli interventi di riqualificazione energetica incentivati dal nuovo ecobonus 110% e definire la corretta procedura da seguire per sfruttare nel modo migliore questa imperdibile opportunità.

Interventi di riqualificazione energetica agevolati al 110%

Gli interventi di riqualificazione energetica che permettono di usufruire dell’incentivo maggiorato al 110% sono descritti di seguito:

1. Isolamento termico di almeno il 25% delle superfici opache che delimitano gli ambienti riscaldati dell’edificio. Per intenderci: pareti, tetti e solai con esposizione verso l’esterno, il terreno, e/o locali non riscaldati. Note importanti:
• le finestre non rientrano nel calcolo del 25% suddetto perché costituiscono superfici trasparenti e non opache, ma la loro sostituzione è agevolata al 110% se effettuata contestualmente all’isolamento termico
• il limite di spesa è pari a € 60.000 per ciascuna unità immobiliare
• la soluzione progettuale dell’isolamento termico deve rispettare specifici requisiti tecnici imposti dalla legge

2. Sostituzione degli impianti di riscaldamento, raffrescamento o produzione acqua calda sanitaria centralizzati, a servizio di più unità immobiliari. Note importanti:
• i nuovi generatori possono essere costituiti da: caldaie a condensazione (con efficienza energetica di classe A o superiore), pompe di calore, sistemi ibridi (es. caldaia + pompa di calore), sistemi di microcogenerazione
• il limite di spesa è pari a € 30.000 per ciascuna unità immobiliare

3. Sostituzione degli impianti di riscaldamento, raffrescamento o produzione acqua calda sanitaria a servizio di edifici unifamiliari. Note importanti:
• i nuovi generatori possono essere costituiti da: pompe di calore, sistemi ibridi (es. caldaia+pompa di calore), sistemi di microcogenerazione
• in questo caso, come nuovi generatori, non sono ammesse le caldaie
• il limite di spesa è pari a € 30.000

4. Tutti gli altri interventi di riqualificazione energetica, oggi incentivati dalle detrazioni fiscali al 50% e 65%, a patto che vengano eseguiti contestualmente ad almeno uno degli interventi indicati nei tre punti precedenti. Nello specifico, gli altri interventi di efficientamento energetico che potrebbero usufruire della maggiorazione al 110% sono:
sostituzione di finestre comprensive di infissi
installazione di schermature solari
• sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione (con efficienza energetica di classe A o superiore), anche a servizio di singole unità immobiliari
• sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a biomasse (pellet, cippato o legna)
• installazione di impianti solari termici per il riscaldamento degli ambienti e/o la produzione di acqua calda sanitaria
sistemi di “building automation” per la domotica e la termoregolazione

5. Installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica abbinati, eventualmente, a sistemi di accumulo
• per gli impianti fotovoltaici, il tetto di spesa è pari a € 48.000 e non maggiore di 2.400 €/kW
• per i sistemi di accumulo, il tetto di spesa è pari a € 1.000 per ogni kWh di capacità

6. Installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici

I requisiti tecnici minimi da rispettare

Ai fini dell’accesso alla detrazione maggiorata al 110%, gli interventi di efficientamento devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non è possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. In questo caso il decreto non è chiaro in quanto non fornisce riferimenti specifici per dimostrare in modo oggettivo l’impossibilità di raggiungere il miglioramento di due classi energetiche. In attesa di chiarimenti si suggerisce di procedere con l’analisi energetica ante intervento e iniziare con la valutazione di soluzioni che possano comunque garantire il miglioramento di due classi.
Tale miglioramento dovrà essere dimostrato mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Chi può usufruire dell’ecobonus 110%

L’incentivo fiscale maggiorato al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica, può essere usufruito da:
• Condomini
• Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa arti e professioni
• Istituti autonomi case popolari
• Cooperative di abitazione
Non hanno diritto all’incentivo fiscale maggiorato al 110%:
• Persone fisiche che esercitano attività di impresa, arte o professione
• Immobili uso ufficio o adibiti ad attività commerciali o produttive
• Gli edifici unifamiliari diversi da quelli adibiti ad abitazione principale
N.B.: le unità immobiliari adibite a seconda casa ed ubicate all’interno degli edifici plurifamiliari possono usufruire dell’agevolazione per gli interventi che interessano le parti comuni condominiali.

Come è possibile fare i lavori a costo zero

Sulle spese di riqualificazione energetica che rispettano i requisiti del Decreto, effettuate dal 1° Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021, verrà maturato un credito di imposta pari al 110% dei lavori. Grazie all’intervento degli istituti bancari o di altri soggetti terzi in grado di finanziare il costo dei lavori in cambio del credito d’imposta, il soggetto finale potrà avvalersi di questo strumento per vedere riqualificato il proprio immobile senza dover anticipare nessuna somma. Attualmente alcuni operatori sono già strutturati per utilizzare questo meccanismo di cessione del credito ed applicare il cosiddetto “sconto in fattura” al cliente finale. Sicuramente, quando nei prossimi mesi saranno pubblicati i decreti attuativi che regolano nel dettaglio tutti gli aspetti fiscali e finanziari, le banche chiamate in causa dal Decreto Rilancio potranno svolgere un ruolo chiave e mettere a disposizione delle imprese, anche medio piccole, strumenti finanziari per sfruttare al massimo le potenzialità di questo incentivo.

La procedura corretta da seguire

Gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica offrono la possibilità di dare una nuova vita al proprio immobile, rendendolo più efficiente e riducendone l’impatto sull’ambiente, e permettono contestualmente di aumentarne il valore commerciale.
Una progettazione specialistica, la scelta dei materiali più adatti e performanti ed un’esecuzione a regola d’arte dei lavori sono ingredienti indispensabili per garantire i risultati suddetti ed ottenere un’effettiva riduzione dei costi in bolletta ed un concreto miglioramento del comfort abitativo.
Di seguito riportiamo la procedura che deve essere seguita per affrontare tutte le fasi che caratterizzano gli interventi di riqualificazione energetica senza commettere errori:

1. analisi energetica dell’edificio ante intervento

2. studio di fattibilità tecnica dei singoli interventi di riqualificazione energetica

3. simulazione della classe energetica post intervento raggiungibile combinando i diversi interventi di riqualificazione

4. stima economica degli interventi fattibili e valutazione degli incentivi fiscali

5. progettazione esecutiva degli interventi

6. definizione di un capitolato tecnico dettagliato per affidare i lavori

7. analisi dei preventivi e verifica della congruità dei prezzi di contratto

8. espletamento delle procedure autorizzative presso gli uffici tecnici comunali

9. esecuzione dei lavori e contestuale verifica in corso d’opera

10. collaudi, verifiche finali e raccolta della documentazione tecnico-amministrativa

11. analisi energetica dell’edificio post intervento

12. redazione della dichiarazione asseverata

13. espletamento delle procedure telematiche finalizzate all’ottenimento degli incentivi fiscali

Rileggendo la lista, risulta evidente come un intervento di riqualificazione energetica richieda, in tutte le fasi del processo, professionalità tecniche altamente specializzate che svolgono un ruolo chiave.
Che tu sia un privato, un amministratore di condominio, un installatore termoidraulico, un imprenditore edile o un professionista, avvalendoti della consulenza di un termotecnico esperto sin dall’inizio potrai sfruttare al meglio questa opportunità, gestire le attività critiche del processo di riqualificazione energetica ed avere una maggiore garanzia sulla qualità delle opere eseguite.

Tutto inizia dalla diagnosi energetica dell’edificio allo stato di fatto.

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